Il gioco è un aspetto fondamentale della vita dell’uomo e ne troviamo testimonianza nei resti più antichi che i nostri antenati ci hanno lasciato. Il gioco nel senso moderno del termine inizia a comparire con i suoi primi resti materiali circa 7000 anni fa in Mesopotamia, nelle pianure che si affacciano sul Mar Nero e sul bacino del Mediterraneo.
Le varie civiltà si tramandarono oggetti, sistemi e regole delle attività ludiche che approdarono sino alle rive del Tevere, così i Romani diventarono abilissimi nel costruire giocattoli per i loro bambini.
Il gioco interessò anche gli adulti: i Romani divennero degli sportivi agilissimi con i giochi della palla e sconsiderati giocatori d’azzardo con i dadi, astragali e tabulae lusoriae.
Durante gli scavi archeologici nelle varie parti d'Italia e nell'antico mondo latino sono state ritrovate un'infinità di testimonianze che hanno contribuito a ricostruire i vari tipi di divertimenti e svaghi praticati dai nostri più vicini antenati, dai giochi per i bambini, per lo più caratterizzati da giocattoli “poveri”di vario materiale, a quelli dei grandi con giochi di abilità, d'azzardo e sportivi.
Durante la lezione si indicheranno, attraverso l’analisi delle fonti letterarie e dei reperti conosciuti, i giochi preferiti dagli antichi Romani.
Il percorso didattico prevede l’analisi e la ricostruzione di alcuni giochi, da quelli dei neonati (crepitacula) fino a quelli d’azzardo, passando per le attività sportive praticate da grandi e piccoli, quali i giochi con la palla (pila, harpastum, follis, trigon) e analizzando così tutte le attività ludiche che accompagnarono i Romani nelle varie fasi storiche. Si ricostruiranno quindi alcuni tra i più popolari giochi documentati dalle fonti antiche, coinvolgendo i ragazzi attivamente nell’attività ludica.